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Decadi di decadenza (2 di 5) - Un cavallo bianco (Matia Bazar, 1976)



https://youtu.be/PH2g1QxknIc

Negli anni '70 ho cominciato a ascoltare con attenzione la musica che passava per casa, tramite il vinile di mio cugino Graziano, di alcuni amici di mio padre e tramite le musicassette che cominciavano a circolare sotto ai banchi di scuola. In quegli anni ci furono i primi concerti ascoltati dal vivo (Assemblea Musicale Teatrale, PFM).
In questa compilation novembrina avrei dovuto mettere un pezzo dei Genesis, o dei Jethro Tull. La mia dedizione al prog italiano mi imponeva di scegliere un pezzo iconico, che rappresentasse gli anni '70. Potevo attingere a Banco, Orme, Locanda delle Fate, Osanna, YS, PFM.
Ho scelto "Un cavallo bianco" dei Matia Bazar perché la ritengo un pezzo nel pieno solco del pop/progressive italiano di quegli anni. Poche canzoni riescono ad emozionarmi come questa. Non credo che Antonella Ruggero abbia raggiunto livelli di espressione e potenza vocale analoghi nella sua carriera. Cavallo bianco mi pare anche una canzone esclusiva, perché ritengo difficile che un'altra vocalist la possa interpretare con la stessa intensità, o con originalità. Nel video in bianco e nero, Stellita, Antonella, Cassano, Carlo Marrale e Golzi sono di una bellezza incredibile.
Buon ascolto e visione

PS. una versione ancora più prog ed extended è ascoltabile in Live in Tokio 1986
 https://youtu.be/QBpjJ5fdRD4 

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